Col sito www.costodellostato.it l’Istituto Bruno Leoni intende fornire uno strumento semplice e immediato per capire quanto costa lo Stato al singolo contribuente. Attraverso un semplice modello, sulla base di alcune basilari informazioni personali (età, genere, reddito) l’applicazione sviluppata dall’IBL fornisce una previsione delle imposte che pagherete nel resto della vostra vita attesa. accanto alla stima delle imposte future, IBL fornisce un’ipotesi del capitale che il denaro sottratto per via fiscale avrebbe generato - pure se investito secondo criteri molto conversativi.
Secondo l’ammonimento di Frédéric Bastiat, “la differenza tra un cattivo ed un buon economista” risiede nel fatto che “uno si limita all’effetto visibile, mentre l’altro tiene conto e dell’effetto che vede e di quelli che occorre prevedere”.  www.costodellostato.it prova a dare conto proprio di ciò che meno si vede: cioè quanta spesa pubblica riceverete in cambio delle imposte versate e quanto gli stessi servizi, che vi verranno obbligatoriamente offerti dallo Stato, sarebbero costati se fossero stati prodotti con gli stessi standard dei paesi dell’eurozona o dell’Europa a 27.

Pur nella sua semplicità – che rende i risultati realistici per redditi vicini a quello mediano e meno affidabili per redditi molto alti o molto bassi – questa applicazione aiuta a comprendere quali sono i due tipi di “costo” che lo Stato impone all’individuo. In primo luogo, c’è un costo “immediato” che deriva dal fatto che lo Stato è un cattivo gestore finanziario. L’ammontare delle imposte pagate, se impiegato sul mercato, anche con rendimenti molto bassi avrebbe generato un capitale più importante. La differenza tra questo capitale e i servizi ricevuti in cambio è una stima della “perdita secca” imposta dallo Stato ai contribuenti: se gli individui potessero risparmiare autonomamente, e comprare i servizi che consumano, sarebbero più ricchi. In secondo luogo, lo Stato è uno “sprecone”: I servizi che offre sono segnati da una pervasiva inefficienza. Per fornire una stima dello “spreco” generato dallo Stato italiano, come benchmark assumiamo sia l’eurozona sia l’Europa a 27. Siamo consapevoli che aggiustare la spesa per la qualità è un esercizio complesso, e parimenti coscienti che non necessariamente gli altri Paesi sono a loro volta produttori veramente efficienti di servizi pubblici (ovvero: anche loro “sprecano”, sia pur meno di noi!), la differenza tra la spesa pubblica italiana e quella europea, a parità di servizio, dimostra quanto lavoro si possa e si debba fare per tagliare la spesa e consentire così una riduzione delle imposte.

www.costodellostato.it, come l’orologio del debito pubblico, è un’iniziativa con cui l’Istituto Bruno Leoni intende aiutare gli italiani a capire perché è opportuno, urgente e doveroso tagliare la spesa e rivoluzionare il modo in cui essa è organizzata.


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